Clodia Rupestre 2026
Da Bracciano a Vetralla,
camminando dentro la Tuscia rupestre.
Non devi necessariamente percorrerli tutti.
Anzi, il Cammino Rupestre nasce da un’idea diversa: camminare meno per conoscere di più.
Da Bracciano a Vetralla la Via Clodia attraversa boschi, acque, antichi tracciati, forre, necropoli etrusche e paesi. Ma non vogliamo semplicemente indicarti una strada.
Durante il viaggio ti suggeriremo quando rallentare, dove deviare, cosa osservare e, qualche volta, perché potrebbe valere la pena ripartire soltanto il giorno successivo.
Sei luoghi.
Sei modi diversi
di vivere la Tuscia.
La linea da Bracciano a Vetralla racconta il viaggio. Ma ogni volta che raggiungi un paese puoi fare qualcosa di diverso: uscire dalla linea ed entrare nel territorio.
Lago, faggete, pascoli, forre, necropoli, borghi di tufo e paesaggi archeologici: ogni tappa cambia carattere perché cambia il luogo che stai attraversando.
Scopri il paesaggio del Cammino Rupestre →Bracciano
Il lago, il borgo e i Monti Sabatini: la porta d’ingresso meridionale del Cammino Rupestre.
Scopri Bracciano →Oriolo Romano
La città ideale, la Faggeta di Monte Raschio, la Mola e un paesaggio profondamente legato all’acqua.
Scopri Oriolo →Vejano
Pascoli, radure, orchidee e grandi panorami: qui il paesaggio rupestre si apre verso l’orizzonte.
Scopri Vejano →Barbarano Romano
Il borgo di tufo e il Parco Marturanum: qui natura e archeologia diventano inseparabili.
Scopri Barbarano →Blera
Vie cave, necropoli, ponti e pareti di tufo: qui il carattere rupestre del cammino diventa evidente.
Scopri Blera →Vetralla
L’ultima tappa del Cammino Rupestre incontra un’altra grande direttrice del viaggio lento: la Via Francigena.
Scopri Vetralla →Camminare collega i luoghi.
Fermarsi permette di conoscerli.
Usa la pagina del paesaggio come porta d’ingresso per esplorare tutti i territori attraversati dal Cammino Rupestre.
Esplora il territorio del CamminoIl primo passo è sul lago.
Lasci Bracciano e progressivamente cambia tutto. Il lago rimane alle spalle e il paesaggio comincia a raccontare un’altra storia.
Entrano in scena i boschi, gli antichi tracciati e i basolati. Il cammino si fa rurale e ti porta verso l’interno della Tuscia.
Non è una tappa che vuole metterti alla prova. È il modo con cui la Via Clodia ti chiede di cambiare ritmo.
Cammina la prima tappa →
Oriolo Romano.
E adesso?
Potresti ripartire.
Oppure potresti fermarti.
Oriolo non è soltanto il punto in cui finisce la prima tappa e comincia la seconda. Puoi entrare nel territorio, raggiungere la Faggeta di Monte Raschio, conoscere la Mola e le acque che caratterizzano questo paesaggio.
Oppure puoi semplicemente mangiare qualcosa, trovare dove dormire e riprendere il cammino domani.
Seguendo l’acqua.
Acque, boschi e antiche vie accompagnano il percorso verso il Mignone.
Questa volta il terreno sale e scende di più e il cammino richiede energia. Ma non c’è nessun tempo da battere.
Se il bosco è umido, se il terreno richiede attenzione o semplicemente se incontri un luogo nel quale vale la pena fermarsi, rallenta.
La lentezza, qui, è uno degli strumenti con cui si legge il territorio.
Continua verso Vejano →
Vejano merita più di una notte.
Arrivare non significa necessariamente ripartire. Dal paese puoi allargare lo sguardo sul territorio e dedicare un’altra giornata al Mare Monti.
Gli anelli del Cammino Rupestre nascono proprio per questo: permetterti di uscire per qualche ora dalla linea Bracciano–Vetralla e conoscere meglio i luoghi che altrimenti attraverseresti soltanto.
La dorsale racconta il viaggio.
Gli anelli raccontano i luoghi.
Esplora gli anelli territoriali →
Adesso il paesaggio si apre.
Boschi, panorami e silenzi. Il paesaggio comincia a rendere ancora più evidente il carattere rupestre del cammino.
Stai entrando nel territorio di Barbarano Romano e nel sistema naturale e archeologico di Marturanum.
Da questo momento natura e archeologia diventano sempre più difficili da separare.
Non stai camminando accanto alla storia.
Ci stai camminando dentro.
Natura e archeologia, qui, smettono di essere due cose diverse.
Puoi fare una cosa molto semplice.
Non ripartire.
Il territorio di Marturanum permette di uscire per qualche ora dalla linea del cammino e cominciare a esplorarlo in profondità.
È questo il significato degli anelli del Cammino Rupestre.
Non sono chilometri aggiunti.
Sono un motivo per restare.
Esplora le Vie del Marturanum →
Poi arrivano le necropoli.
Controlla gli avvisi aggiornati →
È una tappa breve. E forse proprio per questo sarebbe un errore attraversarla pensando soltanto di arrivare.
Necropoli, vie d’acqua e paesaggio archeologico accompagnano il percorso verso Blera.
Sette chilometri possono essere pochi.
Oppure possono occupare un’intera giornata.
Dipende da quanto decidi di guardare.
Cammina verso Blera →
Qui puoi ancora scegliere.
La dorsale ti porta avanti.
Gli anelli ti portano dentro.
Grotta Porcina, Cava Buia e il paesaggio archeologico intorno a Blera sono una ragione concreta per non considerare il paese soltanto come una fine tappa.
L’ultima tappa.
Ma non necessariamente la fine.
Lasci Blera e procedi verso Vetralla attraversando ancora boschi e paesaggi nei quali la presenza dell’uomo e quella della natura continuano a sovrapporsi.
A Vetralla il Cammino Rupestre incontra un’altra grande direttrice del viaggio lento: la Via Francigena.
La ferrovia permette anche di concludere facilmente il viaggio.
Ma se sei arrivato fin qui seguendo il nostro invito, probabilmente hai già capito una cosa.
La destinazione non era Vetralla.
Era tutto ciò che hai incontrato prima.
La tappa finisce.
Il territorio continua.
Qui la Via Clodia incontra un’altra grande storia del camminare: la Via Francigena.
Prima di concludere il viaggio puoi entrare nel territorio di Vetralla, conoscere il paese e leggere questo punto d’arrivo come un luogo di incontro tra itinerari diversi.
A volte continuare il viaggio significa semplicemente fermarsi.
53 chilometri.
Oppure quasi 100.
Quattro anelli trasformano i paesi da semplici punti tappa in luoghi nei quali fermarsi.
Anello dei Faggi
Un’altra giornata nel bosco.
VejanoMare Monti
Un’altra prospettiva sulla Clodia.
Barbarano RomanoVie del Marturanum
Un’altra giornata dentro l’archeologia.
BleraLe Pietre Eterne
Un’altra ragione per non ripartire subito.
Non devi farli tutti.
Scegli il territorio che ti incuriosisce e concedigli tempo.
Non è una sfida contro il cronometro.
Il Cammino Rupestre nasce da un’idea differente: spostare l’attenzione dalla prestazione alla relazione con i luoghi che attraversiamo.
Significa avere il tempo di leggere il terreno, cambiare programma quando le condizioni lo richiedono, aspettare chi cammina più lentamente e parlare con chi vive nei luoghi che attraversiamo.
Una variante non è una sconfitta. Una sosta non è tempo perso. Tornare indietro quando serve non significa aver fallito.
E se non posso camminare su questi sentieri?
Non tutto il Cammino Rupestre è accessibile a tutti. Preferiamo dirlo chiaramente.
Ma questo non significa che il territorio non possa essere vissuto anche da chi ha una mobilità ridotta.
Con equipaggi formati e la Joëlette organizziamo esperienze escursionistiche inclusive e lavoriamo per conoscere i tratti realmente percorribili.
Non vogliamo limitarci a dichiarare che “il cammino è accessibile”. Vogliamo poterti dire dove, come e con quale supporto puoi viverlo.
Scopri l’escursionismo inclusivoBene. Vuoi partire?
Qui trovi ciò che serve per trasformare il racconto in un cammino reale.
Informazioni e tracce
Scopri come funziona il Cammino e come ricevere le informazioni e le tracce necessarie.
02Controlla il percorso
Avvisi e condizioni da conoscere.
03Come arrivo? Come torno?
Treni, autobus e collegamenti.
04Dove dormo?
Ospitalità e servizi lungo il cammino.
05Cosa porto?
Preparazione e indicazioni pratiche.
06Hai ancora un dubbio?
Chiedi all’Assistente del Cammino Rupestre.
Non resta che fare il primo passo.
Hai un dubbio su una tappa, sull’ospitalità, sui trasporti o sulle condizioni del percorso? L’Assistente del Cammino può aiutarti a organizzare il viaggio.
Chiedi all’Assistente