Clodia Rupestre – Blera
Blera è uno di quei luoghi che ti accolgono dopo un viaggio tra boschi fitti, canyon profondi e distese di verde che sembrano non finire mai. Arroccata su una rupe di tufo e circondata da una vasta necropoli rupestre, questa gemma della Tuscia affonda le sue radici in un passato antichissimo. Le prime tracce di vita risalgono all’VIII-VII secolo a.C. quando qui sorgeva un importante insediamento etrusco, poi romano, conosciuto per secoli con il nome di Bieda.
Il cuore del borgo è la Via Roma, l’asse principale che un tempo si attraversava entrando da due porte oggi scomparse. Camminando lungo questa strada, si incontrano i luoghi simbolo della storia di Blera: il Palazzo Lattanzi, la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Vivenzio con la cripta che custodisce il santo patrono, e l’altare maggiore poggiato su un prezioso bassorilievo che raffigura la caccia di Adone.
Il centro storico è un dedalo di vicoli e piazzette, tra case di tufo impreziosite da profferli, le tipiche scale esterne, e dettagli architettonici che raccontano epoche e dominazioni diverse: portali scolpiti, stemmi in pietra, finestre di forme inaspettate.
Ma la vera avventura comincia appena sotto il paese. Seguendo il corso del Biedano, si entra in una lunga e spettacolare tagliata etrusca, preceduta da una moltitudine di tombe scavate su più livelli. Qui il tempo sembra sospeso: si passa sotto archi naturali, si sfiorano pareti di tufo segnate dal lavoro dell’uomo, fino ad arrivare al Ponte della Rocca, un manufatto romano che ancora oggi stupisce per la sua solidità.
Oltre il ponte, il sentiero porta alla necropoli di Pian del Vescovo, un vero e proprio villaggio di tombe distribuite sul pendio di un colle. Tra queste spicca la suggestiva Tomba della Sfinge, testimone di riti e simboli di un mondo scomparso, ma ancora vivo nelle pietre e nelle forme scolpite secoli fa.
Blera è storia, natura e archeologia che si incontrano e si abbracciano in un solo paese.