Clodia Rupestre Tappa Oriolo Vejano
Oriolo - Vejano
Partire da Oriolo è come come sfogliare un libro pieno di storie da vivere a piedi, pagina dopo pagina. Ho imboccato il sentiero CAI 105 lasciandomi lentamente alle spalle l’abitato.
Quando ho incrociato il sentiero CAI 175 ho cambiato rotta dirigendomi verso Ovest, alla mia sinistra, fino a raggiungere il fontanile del Serrale, dove l’acqua scorre ancora come un tempo, limpida e silenziosa. Alcuni antichi basoli sono usati come scolatoio, li attraverso e compio una breve ascesa verso l’altura seguendo poi il cammino che mi porta prima in un bosco ombreggiato e poi in radure soleggiate e panoramiche sulla valle del fiume Mignone. Ho camminato piano, fermandomi a osservare l',antico basolato in prossimità del Monumento Naturale della Mola di Oriolo. La polla di acqua sulfurea, la cascata e il laghetto sembrano messi lì apposta per rallentare e farmi godere questo piccolo angolo di paradiso..
Attraversando il Mignone, ho proseguito lungo il 175 verso Vejano località Fontiloro. Attraversato il fiume a sinistra posso scorgere i resti imponenti di un ponte antico che mi hanno accolto con tutta la loro storia. Il sentiero si è fatto più selvaggio, immerso in un bosco fitto, con il fiume alla mia sinistra ed attraverso antichi passaggi etruschi, piccole tagliate. Arrivo sul pianoro di Fontiloro dove delle grandi radure mi accolgono. Con un grande fosso a tenermi compagnia sulla destra. Il sentiero CAI 139 si è aperto come una finestra sul paesaggio: mucche maremmane, rapaci in volo, silenzi.
Giunto in prossimità del Monte Paganella l’incrocio col sentiero CAI 139E mi ha guidato verso il borgo.
Tra le case di Vejano, ritrovo il tempo per riposare, meravigliarmi ai ricordi delle bellezze viste oggi e prepararmi alla prossima avventura.