In città sei solo in mezzo alla folla.
Nel cammino siamo stati solitari in compagnia di altri solitari.
Ci si incontra e ci si lega ad un filo trasparente. Ognuno rispetta tempi, spazi e silenzi dell'altro.
Fabio, quasi settant’anni, che non si è mai fermato nemmeno per mangiare.
Massimo, il più esperto, che ogni tanto si girava, sorrideva e trovava sempre qualcosa di gentile da dire.
Jeremy che, di tanto in tanto, mi chiedeva:
“A posto Gianca?”.
"Avoja!".
Poi mi giravo verso Giulia e domandavo:
“Alla grunge?”
"Alla grunge!".
Alle sue spalle ogni tanto intravedevo lui, il mio alter ego, o forse l'ego, senza l'alter. Da qualche anno abbiamo deciso: niente iniziative, niente beneficenza, niente libri. Camminiamo sullo stesso sentiero, pensiamo a noi stessi. Siamo sulla stessa strada ma troppo spesso in direzioni diverse, per questo bastiamo noi a distruggerci a vicenda e consumare le nostre energie.
A volte mi chiedo quale dei due stia davvero guidando, chi spinge, chi tira...
Insomma, un compagno di viaggio anche lui, un po' capriccioso, ma sa sta al passo.
Con il gruppo, si ride anche nella disperazione.
Si dicono anche cose inutili pur di aiutarsi a vicenda.
Il valore del momento.
Come quelle Peroni della sera che sembravano birre pregiate.
Le più buone mai bevute.