Un camminatore attraversa i prati in quota, davanti a un orizzonte di montagne
VIA DEL SALEIl diario di Giancarlo Poli

DA VARZI A CAMOGLI · QUATTRO GIORNI A PIEDI

Senza
distanze.

«Il viaggio vero accade altrove,
in una dimensione diversa.»

Entra nel racconto
Boschi, pietre, incontri. E infine il mare.Un racconto di Giancarlo Poli

IL RITORNO

Due ore per tornare.
Quattro giorni
per andare.

Poco più di due ore per tornare a casa.
Due ore, non l’attimo in cui il vecchio japamala si è spezzato subito dopo il viaggio. Neanche i quattro giorni necessari per raggiungere il mare nella direzione opposta.

Universi paralleli. Dimensioni e scale di un'altra natura. Suoni, colori, luci, temperature, voci, visi e profumi nuovi.

Il divano è una pietra o un sottile strato d'erba.
L'aperitivo, un sorso d'acqua ed un po' di zenzero.

Sole sui prati e sulle montagne
«Suoni, colori, luci, temperature, voci, visi e profumi nuovi.»

PRIMA DI PARTIRE

Lasciare tutto.

Scendere dall’automobile, spegnere il motore, allacciare bene le scarpe, aprire i bastoni e camminare.
Lasciare tutto. Sentirsi pieni di energia e, allo stesso tempo, vulnerabili ma con la serenità di poter dire "Vada come deve andare! L'importante è divertirsi!".

La preparazione come sempre, non sembra mai sufficiente.
La meta legata a quel litro e mezzo d’acqua e a quel sacchetto di noci. Le scarpe, lo zaino, che ormai sanno di cantina, avrebbero meritato maggiori cure ed attenzioni. Saranno parte di me. La mia difesa, il mio sostegno, la mia protezione.
La presunzione appartiene solo agli umani, quindi faranno il loro dovere.

Non importa se il giorno prima c'erano venti gradi e quello dopo ce ne saranno otto.
Non importa il peso, le magliette sempre bagnate e sporche.
Non importa se la parte più dura della giornata è sempre quella che deve ancora arrivare, proprio quando sei più stanco.

IL CAMMINO

Quattro giorni.
Un altro tempo.

Il rifugio e il profilo dei monti nella luce della sera
01

Varzi → Rifugio Cielo

L’ultimo chilometro non conta.

La prima sera, pensi di non avere più nulla da dare e quando mancano meno di due chilometri vedi il Rifugio Cielo ancora lassù, in alto, molto in alto.
"Saliamo fino a quella pianta e ci riposiamo!".
"Altri venti metri fino allo spiazzo!".
Poi l'immancabile frase magica: "L'ultimo chilometro non conta!" funziona sempre.

Un sentiero tra gli alberi
02

Verso Torriglia

Rimpiangere la salita.

La seconda sera, poi scendi verso Torriglia lungo l’antica mulattiera lastricata e finisci per rimpiangere la salita.
Pensi a chi, la sera prima, ti ha detto che facendo quella discesa si è rotto un tendine di cui non conosci neanche il nome. Tu stringi i denti e speri di poter continuare ad ignorarne l'esistenza, solo un tendine...

Un momento di cammino sul sentiero
03

Verso Uscio

Un passo. E ancora uno.

La terza sera, prima di Uscio, ecco un lungo tratto di provinciale. Ad ogni passo i piedi sembrano chiederti di non appoggiarli più sull’asfalto.

Il mare appare tra i rilievi e la vegetazione
04

Fino a Camogli

E poi, il mare.

Il quarto giorno, le scale.
Tante scale.
Fino a Camogli.

QUANDO CI SI FERMA

Ma quanto ridere.

I bivacchi, ti ricordano quanto gli umani sappiano essere schifosi. Quasi hai paura di aprire la porta. Cibo, rifiuti abbandonati ovunque, di tutto. Nel caso fosse necessario la scelta è tra morire di freddo o di leptospirosi.

Fortunatamente Davide ha aperto il Rifugio Cielo per noi. Ci ha trattato da Re!
Poi, il giorno dopo, è toccato al B&B del Conte Dracula. L'ultima notte poi un piccolo hotel con tizio svitato che si è fatto sei mesi di coma per una sfida alcolica.
Ma quanto ridere!
Quanto ridere, ripetendo le battute, fino a poco prima di addormentarsi.

Due compagni nella luce del tramontoOrizzonte di monti al tramonto

GLI INCONTRI

Solitari in compagnia
di altri solitari.

In città sei solo in mezzo alla folla.
Nel cammino siamo stati solitari in compagnia di altri solitari.

Ci si incontra e ci si lega ad un filo trasparente. Ognuno rispetta tempi, spazi e silenzi dell'altro.

Fabio, quasi settant’anni, che non si è mai fermato nemmeno per mangiare.
Massimo, il più esperto, che ogni tanto si girava, sorrideva e trovava sempre qualcosa di gentile da dire.
Jeremy che, di tanto in tanto, mi chiedeva:
“A posto Gianca?”.
"Avoja!".
Poi mi giravo verso Giulia e domandavo:
“Alla grunge?”
"Alla grunge!".

Alle sue spalle ogni tanto intravedevo lui, il mio alter ego, o forse l'ego, senza l'alter. Da qualche anno abbiamo deciso: niente iniziative, niente beneficenza, niente libri. Camminiamo sullo stesso sentiero, pensiamo a noi stessi. Siamo sulla stessa strada ma troppo spesso in direzioni diverse, per questo bastiamo noi a distruggerci a vicenda e consumare le nostre energie.
A volte mi chiedo quale dei due stia davvero guidando, chi spinge, chi tira...
Insomma, un compagno di viaggio anche lui, un po' capriccioso, ma sa sta al passo.

Con il gruppo, si ride anche nella disperazione.
Si dicono anche cose inutili pur di aiutarsi a vicenda.
Il valore del momento.
Come quelle Peroni della sera che sembravano birre pregiate.
Le più buone mai bevute.

Due escursionisti e il rifugio sullo sfondoUna birra e un sorriso durante la sosta

OLTRE LA META

Caro Paolo,
amico mio.

Caro Paolo, amico mio, cosa sono i percorsi, le indicazioni?
Sono linee tracciate su una carta per rassicurare chi parte. Le misure, servono all'ego..

Non raccontano dei sentieri esposti, di quella roccia che ti fa ritrovare faccia a terra, della pioggia che sta per arrivare, di quella maglietta che sembra non potersi più asciugare.

Il viaggio vero accade altrove, in una dimensione diversa, senza distanze.

Il sentiero che scompare dietro una curva.
Le gambe che fanno male.
Le risate in un rifugio.
Gli incontri che non avevi previsto.
Le fatiche che non avresti scelto
I silenzi condivisi e le parole inutili dette soltanto per continuare a camminare.

Le indicazioni ti portano solamente da un punto all’altro.
Quando arrivi al mare capisci che non stavi cercando una destinazione. Volevi solo andare, volevi solo essere.

Forse lungo la strada ritrovi un pezzo di te, forse no. O forse lasci qualcosa da qualche parte, tra i boschi e le pietre.

Non si sa.
Non si saprà.
Ma in fondo non importa.

Giancarlo

Zaino e scarponi sui ciottoli davanti al mare
«Volevi solo andare, volevi solo essere.»

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